Approfondimenti

Le spinte psicologiche: quando adattarsi
diventa una strategia di sopravvivenza       

A cura della Dr.ssa Maria Chiara Rinaldi — Psicologo Psicoterapeuta
Studio di Psicologia e Psicoterapia

Fin dai primi anni di vita, ogni essere umano sviluppa modalità personali per affrontare il mondo, ottenere riconoscimento, preservare i legami affettivi e sentirsi sufficientemente al sicuro.
Il bambino, profondamente dipendente dalle figure di riferimento, impara progressivamente a riconoscere quali comportamenti favoriscono l’approvazione, la vicinanza e l’accettazione e quali, invece, possono esporlo al rischio di critica, rifiuto o disconnessione emotiva.
Alcune di queste modalità diventano nel tempo veri e propri automatismi psicologici.
Impariamo, ad esempio, che per essere apprezzati dobbiamo essere impeccabili (Sii Perfetto), che mostrare fragilità può essere pericoloso (Sii Forte), che per essere amati occorre soddisfare le aspettative altrui (Compiaci) che il nostro valore dipende dall’impegno e dalla produttività (Sforzati) oppure dal fare tutto velocemente (Sbrigati).
Questi apprendimenti non rappresentano necessariamente scelte consapevoli. Spesso costituiscono strategie adattive sviluppate per preservare il senso di sicurezza, appartenenza e continuità della relazione.
Ciò che inizialmente ha rappresentato una risorsa può tuttavia trasformarsi, nell’età adulta, in una modalità rigida e limitante. È in questa prospettiva che possiamo comprendere le spinte psicologiche.

Cosa sono le spinte psicologiche?
Nell’ambito dell’Analisi Transazionale, le spinte psicologiche, descritte da Taibi Kahler, sono messaggi interiorizzati che orientano il comportamento e influenzano il modo in cui una persona cerca di ottenere riconoscimento e conferma del proprio valore.
Le cinque spinte fondamentali sono: Sii Perfetto, Sii Forte, Compiaci, Sforzati e Sbrigati.
Questi messaggi possono assumere la forma di regole interiori, spesso implicite, che sembrano stabilire le condizioni necessarie per sentirsi adeguati, accettabili o meritevoli di amore.

«Io vado bene, solo se…»

Solo se non sbaglio. Solo se non mostro debolezza. Solo se rendo felici gli altri. Solo se mi impegno abbastanza. Solo se faccio tutto velocemente.
La persona finisce così per subordinare il proprio senso di valore al rispetto di determinate condizioni. Le spinte, quindi, non sono semplicemente caratteristiche della personalità. Possono essere comprese come modalità attraverso cui l’individuo ha imparato a proteggere il proprio equilibrio emotivo e relazionale.

Comprendere una spinta psicologica significa riconoscere la funzione che ha avuto, senza essere costretti a continuare a vivere secondo le sue regole.

Il cambiamento non consiste nel rinnegare le strategie che ci hanno aiutato ad affrontare la vita, ma nel poter scegliere quando utilizzarle e quando, invece, concederci nuove possibilità.
Perché ciò che un tempo è stato necessario per adattarsi non deve necessariamente continuare a determinare il nostro modo di vivere.
La psicoterapia può diventare il luogo in cui passare dal bisogno di sopravvivere attraverso l’adattamento alla possibilità di vivere attraverso scelte più libere e consapevoli.

Cliccando sul link qui sotto troverete una visualizzazione guidata sulle Spinte.

E’ un mio adattamento  tratto dalla metafora terapeutica ACT di Steven Hayes “Le foglie che galleggiano sul fiume”. Buon ascolto. 

Dr.ssa Maria Chiara Rinaldi

https://youtu.be/Vdjkws9xdFw 

Go Top